Cluster bombs monitor: U.S.A.

The United States of America (US) has not acceded to the Convention on Cluster Munitions.
The US used cluster munitions in Cambodia, Lao PDR, and Vietnam (1960s and 1970s); Grenada and Lebanon (1983); Libya (1986); Iran (1988); Iraq, Kuwait, and Saudi Arabia (1991); Bosnia and Herzegovina (1995); Serbia, Montenegro, and Kosovo (1999); Afghanistan (2001 and 2002); and Iraq (2003).
In 2009, a US Department of State official said, “The current stockpile is huge; the DoD currently holds more than 5 million cluster munitions with 700 million submunitions. Using our current demilitarization capabilities, it will cost $2.2 billion to destroy this stockpile.” In 2011, the US stated that the US stockpile includes “more than 6 million cluster munitions” which indicates that the stockpile may be larger than previously reported. US Department of State cables released by Wikileaks show that the US has stockpiled and may continue to be storing cluster munitions in a number of countries, including Convention on Cluster Munitions States Parties Afghanistan, Germany, Italy, Japan, and Spain, as well as in non-signatories Israel, Qatar, and perhaps Kuwait: Italy, Spain, and Qatar are identified identified in a November 2008 cable as “states in which the US stores cluster munitions,” even though apparently Qatar “may be unaware of US cluster munitions stockpiles in the country.”
The Obama administration has continued to implement a cluster munition policy created under President George W. Bush in July 2008. Under the 2008 Department of Defense (DoD) policy, by the end of 2018 the US will no longer use cluster munitions that result in more than 1% unexploded ordnance (UXO). Until 2018, any use of cluster munitions that exceed the 1% UXO rate must be approved by the Combatant Commander. The 10-year transition period was seen as “necessary to develop the new technology, get it into production, and to substitute, improve, or replace existing stocks.”

Source: Landmine and cluster munition monitor

Gli Stati Uniti d’America non hanno aderito alla Convenzione sulle Bombe a grappolo.
Gli USA hanno usato bombe a grappolo in Cambogia, Laos e Vietnam (anni 60 e 70); Grenada e Libano (1983); Libia (1986); Iran (1988); Iraq, Kuwait e Arabia Sudita (1991); Bosnia-Erzegovina (1995); Serbia, Montenegro e Kosovo (1999); Afghanistan (2001 e 2002); Iraq (2003).
Nel 2009 il Dipartimento di Stato dichiarò ufficialmente: “l’arsenale è molto grande e comprende più di 5 milioni di bombe a grappolo contenenti 700 milioni di munizioni. Nelle condizioni attuali ci vorrebbero 2,2 miliardi di dollari per distruggerlo”. Nel 2011 gli USA hanno dichiarato che l’arsenale comprenderebbe “più di 6 milioni di bombe a grappolo”, il che significherebbe che è più vasto di quanto affermato in precedenza. Le comunicazioni del Dipartimento di Stato USA pubblicate da Wikileaks mostrano che gli USA hanno immagazzinato e continuano a mantenere bombe a grappolo sul territorio di numerosi paesi, inclusi paesi firmatari della Convenzione sule Bombe a Grappolo (come Afghanistan, Germania, Italia, Giappone e Spagna), così come paesi che non hanno firmato (come Israele, Qatar e forse Kuwait: Italia, Spagna e Qatar sono segnalati in una comunicazione del 2008 come “gli stati in cui gli USA immagazzinano bombe a grappolo”, anche se apparentemente il Qatar “sembra non essere a conoscenza della presenza di questi arsenali sul suo territorio”.
L’amministrazione Obama ha continuato a seguire sulle bombe a grappolo la politica delineata sotto il presidente George W. Bush nel luglio 2008, secondo cui per la fine del 2018 gli USA non useranno più bombe a grappolo le cui munizioni rimangano inesplose sul territorio oltre una percentuale dell’1%. Fino al 2018, l’uso di bombe a grappolo che rimangono inesplose oltre la percentuale dell’1% deve essere espressamente approvato dal comando militare. Il periodo di transizione di 10 anni è stato ritenuto “necessario allo sviluppo di una nuova tecnologia e per “sostituire e migliorare gli arsenali esistenti”.

Fonte: Landmine and cluster munition monitor